Queste scosse ancora non smettono.

Io sono abbastanza distante da stare tranquilla ma ho tante amiche nella zona calda e quindi ogni giorno penso a cosa poter fare di concreto.

Mi preparo pensando a quello che potrebbe essere utile in casi simili e l’ho scritto in Come preparare un kit per le emergenze ma il pensiero è per le famiglie che ci sono già passate, quelle che il kit non ce l’avevano perché non si pensa mai che ci possa succedere una cosa tanto brutta e inspiegabile.

In realtà il modo migliore, secondo me, è chiedere direttamente a chi è in difficoltà, credo sia l’unico modo per non disperdere energie ma per aiutare davvero.

Essendo lontana ho tenuto d’occhio le amiche e colleghe della zona ed è Francesca di Panzallaria che ha fatto un lavoro utilissimo raccogliendo direttamente le testimonianze delle persone coinvolte.

Leggete il post di Francesca per fare qualcosa, anche piccola ma concreta, e la pagina dedicata sul sito della Regione Emilia Romagna per ulteriori spunti.

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Servono le cose che usiamo tutti i giorni: gli assorbenti igienici, dentifrici e spazzolini, saponette e tante altre piccole cose.

Servono camper, roulotte, tende da campeggio e accessori affini per chi ha perso la casa e si trova nella disperazione più assoluta.

C’è chi spreca i soldi pubblici per parate e visite inutili e ci sono i normali cittadini, i Vigili del Fuoco, Volontari e Protezione Civile che si rimboccano le maniche e fanno quello che c’è da fare, meno male che la maggior parte degli italiani non sono del primo tipo!