
Sai qual è l’unico modo per essere sicura che nel dado che usi non ci siano scarti, coloranti, aromi, conservanti, zuccheri aggiunti e schifezze varie? Prepararlo da sola, a casa.
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Sai qual è l’unico modo per essere sicura che nel dado che usi non ci siano scarti, coloranti, aromi, conservanti, zuccheri aggiunti e schifezze varie? Prepararlo da sola, a casa.
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Eccoci oggi con una ricettina strepitosa frutto del Guest Post che ci regala Francesca del blog La Maggiorana Persa.
Francesca è una fucina di idee in cucina e ci sono buone probabilità che in futuro ci regalerà qualcun’altra delle sue meravigliose bontà.
Come se non bastasse è ligure come me quindi le lascio il campo, voi gustatevi le acciughe al verde e anche il suo blog ![]()
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Sostituire le merendine industriali non è per niente facile, o si sta a casa tutto il giorno a fare torte come Biancaneve per i sette nani, oppure per le donne normali (come me e te) che corrono in qua e in là per accompagnare tutta la famiglia, andare al lavoro e svolgere anche le varie commissioni giornaliere, sembra impossibile evitare di aprire un pacchetto e via di corsa di nuovo per portare bambini e ragazzi a fare sport!
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Se anche tu vuoi diventare vegetariana o vegana e ancora non ci sei riuscita la cosa migliore è cominciare a ridurre le proteine animali, prima di toglierle del tutto dalla dieta.
La cosa più difficile secondo me è riuscire a continuare mangiare in modo semplice, con ricette veloci e facili da fare, che non richiedano degli ingredienti astrusi da cercare con il lanternino, soprattutto se abiti in un paese o in una piccola città.
Per fortuna le ricette vegetariane e le ricette vegane senza troppe difficoltà esistono, io le uso e le sperimento per aumentare il mio ricettario personale, poi ovviamente te le racconto anche qui.
La farifrittata è una di queste ricette, molto simile alla frittata classica se azzecchi le dosi, è buona e molto sana, figurati che piace anche ai bambini.
La base non sono più le uova ma una pastella di farina di ceci e acqua, il resto del procedimento invece è esattamente identico a quello della frittata classica, stando un pochino attenta alle temperature.
Anche la farifrittata si può fare in padella con un filo di olio extravergine (se mi segui sai che io friggo solo con olio extravergine delicato, come quello ligure) oppure in forno.
Per una frittatina ecco gli ingredienti:
– 150 ml di acqua
– 70 grammi di farina di ceci
– olio extravergine d’oliva
– un pizzico di curcuma (facoltativo)
– sale e pepe nero (facoltativo)
– sale fino
– una cipolla grande
Metti l’acqua in una ciotola e stempera la farina setacciandola, mescola mentre versi per ottenere una pastella densa ma non troppo.
Aggiungi un cucchiaino di olio evo, un pizzico di sale, pepe e curcuma (questi ultimi due ingredienti solo se ti piacciono e se li hai in casa).
Amalgama bene il tutto e lascia riposare in frigorifero per almeno 10-15 minuti, se hai qualche ora lasciala pure in frigorifero coperta e cuocila quando torni a casa per pranzo. Lasciando riposare la pastella più a lungo il sapore dei ceci diventa più delicato (e più simile alla frittata classica), la farifrittata è più digeribile e si rompe meno facilmente, lo stesso procedimento da noi in Liguria si fa per la farinata…
Se per caso hai una padella in rame stagnato usala, è perfetta sia per fare la farifrittata che la farinata.
Quando la pastella ha riposato a dovere affetta finemente la cipolla.
Aggiungi la cipolla affettata al composto, mescola un’ultima volta e poi fai scaldare la padella con un filo di olio extravergine spennellato per bene.
Scalda a fuoco dolce e aspetta che l’olio sia caldo prima di versare la pastella.
Cuoci circa 5 minuti per lato sempre a fuoco dolce, girala quando vedi che il lato sotto si è rappresa.
Dopo la girata la farifrittata è pronta da mangiare.
Ovviamente puoi sostituire le cipolle con qualsiasi altra verdura, se affetti sottile sottile la verdura che usi puoi anche metterla cruda nella pastella, se invece metti pezzi più grandini o verdure più coriacee cuocile prima in acqua o al vapore e poi aggiungile.
Prova la farifrittata, falla provare al resto della famiglia e poi dimmi com’è!

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Sai quelle ricette che vanno bene sia sulla tavola di Natale sia a Ferragosto?
Ecco la salsa guacamole con i crostini è una di quelle ricette lì.
E’ facile da fare, è buonissima ed è perfetta per i pasti conviviali sia in estate che in inverno.
Pochi ingredienti e una preparazione velocissima la rendono adatta anche quando siamo già oberati di altre cose da fare, proprio come in questo periodo natalizio…
A proposito, tu hai già finito di comprare i regali? Io si per fortuna!
Ma torniamo alla ricetta del guacamole e vediamo cosa ci serve:
– 2 avocado
– 1 lime biologico
– 1 cipolla rossa di tropea
– 1 pomodoro
– 1 peperoncino (meglio se fresco)
– 1 rametto di coriandolo
– sale
Lava il lime con acqua e aceto, sciacqualo ed asciugalo bene.
Grattugia la parte verde della buccia, poi spremilo e metti tutto da parte.
Adesso lava gli avocado ed elimina i noccioli, sboccia e trita la polpa, mettila in una ciotola aggiungendo il succo di lime ed amalgama bene.
Adesso sbuccia il pomodoro, lava la cipolla e il peperoncino, tritali insieme ed unisci il trito alla polpa di avocado.
Trita anche il coriandolo, aggiungilo alla salsa e regola di sale.
La cosa migliore è utilizzarla subito, se devi conservarla la puoi mettere in frigo in un contenitore a chiusura ermetica, livella bene la superficie, spruzza anche qualche goccia di succo di lime che avrai tenuto da parte e chiudi bene. Si conserva al massimo 12 ore.

By Casa Organizzata in L'angolo del risparmio, Menu, Post sponsorizzato 2 Comments Tags: dolci, evidenza, Pasqua, ricette, ricette veloci, riciclare, sponsor, tiramisù, uova di cioccolato
Ci sono alcune ricette classiche che non sono adatte ai bambini ma a cui noi, in famiglia, non vogliamo rinunciare!
Una di queste è il tiramisù, con il caffè non è l’ideale per i piccoli anche se piace sempre a tutti, così per Natale, per i weekend e tutte le feste comandate lo preparo in due versioni, quella classica (più o meno dietetica a seconda degli ingredienti che ci metto) con il caffè e quella bianca senza per i bambini e per chi la preferisce.
Questo tiramisù “bianco” senza caffè è adatto anche ai bimbi piccoli oltre i 12 mesi.
Per gli ingredienti ho scelto ancora una volta Eurospin, ti ho già parlato in passato nella rubrica “recensione buoni prodotti” di questi supermercati dove si trovano ottime cose a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli delle altre insegne.
Ho comprato tutti gli ingredienti per farne una bella teglia che rifarò per la vigilia e poi ancora per capodanno, di questo dolce non ci si stanca mai e se avanza del panettone si può usare al posto dei classici savoiardi.
Gli ingredienti per una teglia sono:
– una confezione di savoiardi
– 1/2 kg. di mascarpone
– 4 uova
– miele millefiori o acacia
– 1/2 litro di latte intero
– 130-150 gr. di zucchero a velo
– cioccolato di un tipo a piacere (al latte, fondente o bianco, anche misto)
– cacao in polvere (amaro o zuccherato a tuo gusto)

Per quanto riguarda il cioccolato, siccome i miei figli e mia mamma amano quello fondente, ho preso lo svizzero extra fondente con l’85% di cacao della marca Dolciando che è tra quelle di proprietà di Eurospin su cui l’azienda fa controlli rigorosissimi, e quando dico cioccolato svizzero non lo dico a caso perchè questo in particolare è proprio prodotto nello stabilimento di Bresteneggstrasse a Buchs, ovviamente in svizzera.
Imparando a leggere le etichette ho capito che molti prodotti con l’insegna del supermercato sono buoni quanto quelli di marche blasonate, anzi alcune volte anche di più e ho imparato a scegliere sempre il meglio sia per grandi che per i bambini, ad esempio nella nuova linea dedicata ai piccolissimi c’è tutto quello che serve per loro ad un prezzo incredibile e con una qualità superiore, tanto che proprio Eurospin è stato il primo supermercato che dall’anno scorso ha meritato il bollino “Altroconsumo Label” come Discount più conveniente d’Italia.
Ci sono prodotti per tutti i gusti e le esigenze, comprese le linee senza glutine e senza lattosio.
Con le promozioni settimanali poi c’è ancora più convenienza, io ho preso il latte e le uova in promozione e al momento dello scontrino la differenza con gli altri negozi si sente eccome!
Ma torniamo alla ricetta del tiramisù bianco: per prima cosa separa i tuorli dagli albumi.
In una ciotola capiente metti i tuorli con lo zucchero a velo e mescola con una frusta finché non hai ottenuto una bella crema spumosa, aggiungi il mascarpone e continua a lavorare con la frusta finché non è tutto ben amalgamato.
Metti da parte e monta a neve ferma gli albumi e amalgamali insieme alla crema di prima lavorando ancora con la frusta.
Fai intiepidire il latte e addolciscilo con qualche cucchiaiata di miele, assaggialo per stabilire qual è la quantità giusta per il tuo gusto.
Grattugia il cioccolato per ottenere delle scaglie piccole.
In una teglia capiente metti uno strato di savoiardi inzuppati nel latte, copri con metà della crema di mascarpone, livellala con il cucchiaio e versa uno strato generoso di scagliette di cioccolato.
Ricopri con un altro strato di savoiardi inzuppati nel latte e versa tutta la crema di mascarpone rimanente, livellala con il cucchiaio e versa ancora un bello strato di scagliette di cioccolato e poi spolvera un po’ di cacao in polvere, ogni strato deve essere uniforme.
Lascia riposare in frigo fino al momento di servire.

Questo post è offerto da Eurospin.
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Te lo ricordi il Giornalino di Giamburrasca?
Se non l’hai letto fallo adesso e poi fallo trovare ai tuoi bambini, e magari poi cerca anche lo sceneggiato con Rita Pavone da vedere tutti insieme.
Il romanzo è del 1907 e lo sceneggiato del 1965 ma scommetto che anche tu hai un Gian Burrasca in famiglia, qui il Gian Burrasca è mio figlio Leon!
Dentro al romanzo si parla della Pappa col pomodoro, una vecchia ricetta toscana di quelle che piacciono a tutta la famiglia, fa bene e può sostituire degnamente il primo piatto o addirittura diventare un piatto unico insieme ad un buon dolcino.
La cosa bella è che è facile e veloce da fare, anche per una cena improvvisata basta una mezz’oretta, anche meno, per avere tutto pronto da portare in tavola.
Quello che non deve mancare è del buon pomodoro fresco o in scatola e del pane casereccio, se è toscano meglio ma non è indispensabile.
Ingredienti
– 300 grammi di pane casereccio
– 500 grammi di pomodoro fresco già pulito da bucce e semi e tagliato a dadolata oppure 1 lattina di polpa di pomodoro ma che sia davvero buona
– qualche spicchio di aglio e qualche ciuffo di basilico
– brodo vegetale o di carne
– olio extravergine d’oliva
– sale e pepe

L’ideale per cuocere la pappa col pomodoro e un bel tegame di coccio, se non ce l’hai evita l’acciaio che rischia di farti attaccare la pappa sul più bello.
Sul fondo del tegame metti qualche cucchiaio di olio, uno spicchio d’aglio per ogni commensale e qualche ciuffetto di basilico. Fai scaldare per pochi minuti, finché l’aglio non imbiondisce appena.
Togli l’aglio e il basilico e aggiungi il pomodoro con due mestoli di brodo, lascia cuocere per 8-10 minuti a fuoco medio, nel frattempo togli la crosta al pane e taglia il resto a dadini.
Mentre il pomodoro cuoce aggiungi il pane, regola di sale e lascia cuocere per altri 10 minuti girando spesso in modo sciogliere bene il pane nel pomodoro.
Se ti sembra troppo spessa aggiungi ancor un po’ di brodo, se invece ti sembra troppo liquida aggiungi qualche minuto di cottura.
Poco prima di togliere al fuoco aggiungi il pepe e qualche foglia di basilico strappata con le mani, poi spegni il fioco, metti il coperchio e lascia riposare ancora due minuti.
Puoi servirla calda con altre fette di pane da intingere, oppure puoi servirla fredda o tiepida e in tutti i casi puoi aggiungere un po’ di buon olio extravergine a freddo.
Questo è il comfort-food perfetto!
Se vuoi fare la pappa al pomodoro nel Cuisine Companion fai lo stesso procedimento nel boccale con la farfalla regolando la temperatura a 110° e la velocità a 3 per 20 minuti totali e aggiungi man mano tutti gli ingredienti seguendo la ricetta qui sopra.
Elimina il pepe e l’aglio e la pappa al pomodoro va bene anche per i piccolissimi, chiedi al pediatra ma in genere è consentito introdurlo gradualmente dopo i 10 mesi.
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In questi giorni ho avuto l’occasione di provare una farina nuovissima e speciale, insieme al grano tenero c’è il riso venere che la fa diventare scura e aromatica, si chiama “Vitala+Riso Venere” ed è appena uscita in commercio presentata da Molini Nova.
L’ho vista usare, anche dall’azienda produttrice, sempre per pani e preparazioni da forno, così ho voluto cambiare e usarla per fare una pasta fresca senza uova, completamente vegana, molto semplice e genuina. La pasta fatta così può sostituire completamente quella che acquistiamo secca con un bel risparmio e la certezza di usare le materie prime che preferisco.
Non assomiglia ovviamente alla classica pasta fresca all’uovo, è molto più veloce e più semplice da fare, in 5 minuti si preparano impasto e sfoglia a mano e poi si può tagliare come si vuole sia per fare pasta normale come tagliatelle, tagliolini, farfalle, pizzoccheri e cose così, sia per fare pasta ripiena.
L’ho preparata ieri, ho fatto il video per mostrarti brevemente i passaggi e poi ce la siamo mangiata per cena con un buon pesto fresco.
Gli ingredienti per due persone sono:
– 70 grammi di farina Vitala+
– 70 grammi di farina di semola rimacinata (di grano duro)
– mezzo bicchiere scarso di acqua
– un cucchiaino di olio extravergine d’oliva

Le farine puoi cambiarle a piacere, magari sperimentando le altre farine della serie Vitala+, ma è meglio lasciare sempre metà del peso di grano duro, questo perché essendo un impasto fatto solo di acqua e farina senza altri leganti ha bisogno del grano duro per mantenere la cottura e non disperdere troppo l’amido.
Poi tra una boule di vetro e il piano per impastare e fare la sfoglia viene fuori la pasta in pochi minuti, la sfoglia la tiro più sottile per la pasta ripiena e un pochino meno sottile per le tagliatelle ,a poi ognuno si regola come preferisce, no?
Guardati il video qui sotto e sarà tutto chiaro, niente di complicato, questa pasta la puoi fare anche se non hai mai impastato in vita tua e puoi conservarla essiccata oppure congelata…
Per essiccarla lasciala su un vassoio di cartone per 12 ore circa e quando è bella asciutta mettila in sacchetti di carta da riporre in dispensa, si conserva fino a 20-30 giorni in luogo asciutto.
Per congelarla fai lo stesso procedimento di prima ma lasciala essiccare solo per –2 ore poi metti il vassoio così com’è in freezer per 10-12 ore, quando è congelata togli il vassoio, mettila in sacchetti da freezer (magari già porzionati) e puoi conservarla per 3-4 mesi senza problemi, così è sempre pronta quando serve.
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Sai quelle ricette geniali che sono veloci e buonissime allo stesso tempo? Ecco questa del gelato alla panna cremosissimo, senza uova e da fare senza la gelatiera senza mantecare è proprio una di quelle.
E’ senza tutto ma è il più buono che ho provato tra quelli fatti in casa senza macchinari costosi.
Con soli 3 ingredienti e con pochi minuti di preparazione esce fuori un gelato morbido e buonissimo adatto a grandi e bambini, si può mangiare al naturale o aromatizzare a piacere aggiungendo frutta a pezzi o frullata, scaglie di cioccolato e cosine così.
Ti ho incuriosito vero?
Andiamo a vedere gli ingredienti per farne circa mezzo chilo:
250 ml. di panna fresca da montare
170 g. di latte condensato
1 bacca di vaniglia
La prima cosa da fare è mettere in una boule il latte condensato ed aggiungere i semini della bacca di vaniglia, mescolando bene.
Poi monto la panna in modo che sia ben ferma e la aggiungo al latte condensato spatolando al basso verso l’alto per non smontarla.
Quando è tutto ben miscelato copro la boule con il coperchio ermetico e la metto in freezer per una notte, il mattino dopo il gelato alla panna è pronto ma sempre morbidissimo e non ghiacciato come succede con altre ricette.
Il segreto è nel latte condensato che non si ghiaccia e lo mantiene cremoso.
Nel contenitore da freezer a chiusura ermetica si conserva nel congelatore per 8-10 giorni ma ti assicuro che finirà molto prima!
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Sono affamata di ricette veloci, ma devono essere anche buone e sane, ovvio!
Lo so che capita anche a te di ritrovarti all’ora di cena con un grosso punto interrogativo in testa: che cosa preparo nei 10-15 minuti che mi separano da una crisi in famiglia per i figli affamati come lupi?
Malgrado la pianificazione attenta dei pasti da cucinare a me qualche volta succede e così sono sempre alla ricerca di ricette (che possano salvarmi in corner) e quando le trovo le devo condividere anche con te, l’ho promesso e lo faccio.
Queste quattro idee da 10 minuti le ho viste preparare dal vivo dallo Chef Mirko Pinna con i prodotti Gusto e Benessere di Fini, poi ovviamente le ho anche assaggiate e sono rimasta estasiata.
Mi sono segnata le ricette e ne ho filmato una piccola parte per lasciartele qui sul blog, da riprodurre a piacimento.
Ma bando alle ciance, passiamo subito alla preparazione che è ultra facile, non si fa bollire niente, si aggiunge solo mezzo bicchiere o un bicchiere d’acqua circa per ogni busta di pasta fresca e sale e pepe a piacere (per l’acqua regolati durante la cottura in modo che il risultato sia bello morbido, cremoso e condito).

Tortelloni di carne bianca alla crudaiola, con pomodorini freschi erbette e parmigiano reggiano.
Con un cucchiaio di olio extravergine si fanno saltare i pomodorini tagliati a metà e le olive taggiasche, quando cominciano a appassire si aggiungono i tortelloni e si aggiunge mezzo bicchiere d’acqua e si continua la cottura per una decina di minuti a fuoco medio. Pochi secondi prima di spegnere il fuoco si aggiungono erbette profumate e tritate a piacere, si da un’ultima mescolata e si serve con una spolverata di parmigiano grattugiato.
Ravioli ortiche e ricotta con curry e zucchine a julienne
Si tagliano le zucchine a julienne, in padella si mette un filo di olio extravergine e il curry, quando l’olio comincia a scaldarsi si aggiungono le zucchine che si fanno saltare qualche minuto, poi si aggiungono i ravioli e mezzo bicchiere di acqua e si fa cuocere il tutto una decina di minuti a fuoco medio. Poi spolverata di parmigiano e si mangia!

Tortellini pasticciati e gratinati in forno
Si mescolano ragù, besciamella e un po’ di parmigiano grattugiato e si amalgama bene il composto, si aggiunge mezzo bicchiere di acqua in modo da rendere il tutto un po’ fluido.
Si aggiungo i tortellini al composto e si amalgama ancora in modo che siano completamente ricoperti dal sugo.
Si mettono nelle cocotte monoporzione fino a 3 quarti della capienza e poi si aggiunge abbondante parmigiano grattugiato sulla superficie. 15 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi e la ricetta è pronta.

Gnocchi di patate ai cereali con sugo al pomodoro, olive taggiasche e ricotta (questi gnocchi hanno dentro cereali e semini nutrienti e sono buonissimi)
In padella si fa saltare il sugo di pomodoro e le olive taggiasche, dopo pochi minuti si aggiungono gli gnocchi e l’acqua, si fa saltare ancora per una decina di minuti, finché gli gnocchi sono morbidi.
Poi si completa con la ricotta negli ultimi secondi di cottura e si serve in tavola.


Mentre ero a Modena a gustare tortellini, tortelloni e affini ho anche fatto un bel giro nello stabilimento di Fini dove ho capito cosa fanno e, soprattutto, come lo fanno.
Seguire tutta la filiera di produzione di uno dei più famosi prodotti italiani è stato molto interessante, ho toccato con mano l’altissimo livello di igiene, la ricerca delle materie prime che sono al cento per cento italiane quando è possibile come nel caso delle farine.
Fini da un po’ di tempo ha deciso di eliminare completamente la margarina dai propri prodotti, l’ha sostituita con un’emulsione di acqua, olio di semi di girasole e fibre (queste ultime servono a legare l’emulsione), il risultato è un prodotto con meno grassi rispetto alla margarina con in più le fibre che apportano ulteriori benefici nutrizionali.
Ho imparato la differenza tra i tortellini annodati e pinzati e tra la pasta laminata e quella estrusa, quest’ultimo tipo è più pregiato perché tiene meglio la cottura e il sugo, un po’ come la pasta secca trafilata al bronzo.
Pensa che ogni giorno i responsabili qualità di Fini assaggiano la pasta del lotto prodotto il giorno prima, per controllare anche all’assaggio che sia tutto perfetto. In caso di problemi l’intero lotto non viene spedito.
La stessa cosa succede con le nuove ricette, dentro lo stabilimento c’è una stanza che riproduce in piccolo tutti i macchinari, qui si sperimentano nuovi prodotti che prima di essere messi in commercio vengono assaggiati e modificati fino ad essere perfetti.

Questo post è offerto da Fini.
