
Uso lo SPID da anni e ormai ci siamo tutti più o meno abituati, ma ultimamente mi sono trovata davanti a un problema tanto banale quanto assurdo.
Il mio smartphone è un po’ vecchiotto, ma funziona ancora perfettamente per tutto quello che mi serve.
L’app che utilizzo per lo SPID, invece, sul mio telefono non funziona più.
La soluzione apparentemente più semplice sarebbe stata questa:
cambiare smartphone.
E qui mi sono impuntata.
Possibile che per continuare ad accedere a INPS, Agenzia delle Entrate e agli altri servizi online io debba spendere centinaia di euro per sostituire un telefono che funziona ancora benissimo?
Così ho cercato un’alternativa e ho scoperto una cosa di cui, secondo me, si parla troppo poco:
la Carta d’Identità Elettronica si può usare al posto dello SPID anche senza app, senza NFC e senza lettore esterno.
Bastano le credenziali CIE e un normale codice OTP ricevuto via SMS.
L’ho attivato e poi l’ho provato personalmente su ANPR, INPS e Agenzia delle Entrate.
Risultato?
È semplicissimo.
Siamo pieni di app. Ma ci servono davvero tutte?
Ormai sembra che per qualsiasi cosa serva installare un’app.
Una per la banca, una per parcheggiare, una per pagare, una per comprare, una per i documenti, una per i servizi pubblici, una per autenticarsi.
E intanto i telefoni si riempiono di applicazioni, aggiornamenti e dati.
Su uno smartphone nuovo e potente magari il problema si nota poco. Ma se hai un telefono di qualche anno fa o un modello di fascia economica, spazio disponibile, memoria e compatibilità con le nuove versioni delle app possono diventare una vera scocciatura.
Ed è proprio quello che è successo a me.
Il mio telefono funziona ancora bene e non ho nessun motivo reale per cambiarlo.
Eppure avrei dovuto comprarne uno nuovo soltanto perché l’app che usavo per lo SPID non è più compatibile.
Lo trovo assurdo.
È uno spreco di soldi, prima di tutto, ma anche uno spreco ambientale: per produrre un nuovo smartphone servono materie prime, energia, trasporti e, prima o poi, quel nuovo dispositivo diventerà a sua volta un rifiuto elettronico.
Se una cosa funziona ancora, preferisco continuare a usarla.
È da sempre una delle idee alla base di Casa Organizzata:
massima resa con la minima spesa, usando bene quello che abbiamo già prima di comprare qualcos’altro.
Così mi sono fatta una domanda molto semplice:
Ho già una Carta d’Identità Elettronica e ho già un telefono perfettamente funzionante capace di ricevere SMS. Possibile che debba davvero comprarne uno nuovo solo per identificarmi online?
Per fortuna no.
CIE senza app e senza NFC: si può fare
La Carta d’Identità Elettronica prevede diversi livelli di autenticazione.
Detta in modo semplice:
- livello 1: username e password;
- livello 2: username, password e un secondo sistema di verifica, come un codice OTP;
- livello 3: richiede invece anche la lettura fisica della CIE.
A me interessavano proprio i primi due.
Con le credenziali CIE di livello 1 e 2 non è necessario leggere fisicamente la carta.
E soprattutto, per il livello 2, puoi scegliere di ricevere il codice OTP tramite un normale SMS.
Attenzione a non confondere le app
Qui online si fa spesso un po’ di confusione.
IO non è l’app necessaria per autenticarsi con la CIE.
L’app dedicata alla Carta d’Identità Elettronica si chiama CieID.
Ma utilizzando il sistema che ho scelto io, cioè credenziali CIE e OTP tramite SMS, non ho avuto bisogno nemmeno di CieID.
Ed era esattamente quello che cercavo.
Niente nuova app da installare.
Niente NFC.
Niente lettore.
Niente carta da tirare fuori ogni volta.
Come ho attivato la CIE per usarla via SMS
L’attivazione si fa una sola volta sul sito ufficiale della Carta d’Identità Elettronica.
Bisogna scegliere l’attivazione delle credenziali CIE di livello 1 e 2.
Durante la procedura vengono richiesti alcuni dati, tra cui:
- codice fiscale;
- numero della Carta d’Identità Elettronica;
- le cifre del codice PUK richieste dalla procedura;
- numero di cellulare;
- indirizzo e-mail.
Ho poi scelto di utilizzare come secondo sistema di autenticazione il codice OTP ricevuto tramite SMS.

E devo dire che anche l’attivazione è stata molto più semplice di quanto mi aspettassi.
Niente percorso burocratico infinito, niente configurazioni strane.
A quel punto, però, volevo capire una cosa molto più importante:
funziona davvero sui servizi che utilizzo normalmente?
Così ho fatto tre prove.
Prima prova: ANPR
Sono partita dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.
Ho scelto:
Entra con CIE
Ho inserito le credenziali.
Ho ricevuto il codice OTP tramite SMS.
L’ho inserito e sono entrata.
Fine.
Passaggi: 2
Difficoltà: facilissimo
Nessuna app.
Nessun NFC.
Nessun lettore.
Nessuna CIE da avvicinare al telefono.
A quel punto ho cominciato seriamente a chiedermi perché questo sistema venga spiegato così poco.
Seconda prova: INPS
Poi sono passata al sito INPS.
Stesso sistema:
CIE → credenziali → OTP tramite SMS.
Anche qui sono entrata senza problemi.
INPS, però, aggiunge un controllo tutto suo: dopo il login mi ha inviato un ulteriore OTP tramite SMS.
Quindi nel mio test i passaggi sono diventati tre.
Difficoltà: semplice
Un po’ più macchinoso rispetto ad ANPR, ma il passaggio aggiuntivo viene richiesto da INPS e non dipende dalla necessità di leggere la CIE.
INPS riesce sempre a mettere un piccolo supplemento di burocrazia.
Terza prova: Agenzia delle Entrate
Terzo esperimento: Agenzia delle Entrate.
Ho scelto ancora una volta l’accesso con CIE.
Credenziali.
OTP ricevuto via SMS.
Dentro.
Passaggi: 2
Difficoltà: facilissimo
Praticamente immediato come ANPR.
Il risultato delle mie prove
Questa è stata la mia esperienza reale:
| Servizio | Senza app CieID | Senza NFC | Passaggi | Difficoltà |
|---|---|---|---|---|
| ANPR | Sì | Sì | 2 | Facilissimo |
| INPS | Sì | Sì | 3 | Semplice |
| Agenzia delle Entrate | Sì | Sì | 2 | Facilissimo |
Questi test li ho effettuati personalmente ad agosto 2026, quindi procedure e schermate potrebbero naturalmente cambiare nel tempo.
La cosa importante, però, è quello che ho potuto verificare:
su tutti e tre questi servizi ho utilizzato la CIE senza installare CieID, senza NFC e senza lettore esterno.
E non mi è sembrato affatto più complicato dello SPID.
Perché preferisco l’OTP via SMS
Per me il vantaggio è soprattutto uno:
è semplice.
Non devo installare un’altra app.
Non devo preoccuparmi che quell’app, tra qualche anno, smetta di funzionare sul mio smartphone.
Non devo avere la Carta d’Identità con me.
Non devo avvicinarla al telefono.
Non devo avere NFC.
Non devo comprare un lettore per il computer.
E soprattutto non devo sostituire uno smartphone perfettamente funzionante soltanto per continuare ad accedere ai servizi pubblici online.
Mi arriva un codice via SMS.
Lo inserisco.
Entro.
Tutto qui.
In un mondo in cui sembra ormai necessario installare un’app persino per respirare, scoprire che esiste una soluzione così semplice è quasi rivoluzionario.
Ed è anche più economico e meno sprecone.
Posso quindi usare la CIE al posto dello SPID?
Sui servizi che ho provato personalmente, sì.
Sono entrata senza problemi in:
- ANPR;
- INPS;
- Agenzia delle Entrate.
Questo non significa che abbia intenzione di cancellare immediatamente lo SPID.
Se funziona ancora, tanto vale tenerlo disponibile come alternativa.
Il punto è un altro:
non sono più obbligata a dipendere dallo SPID.
E soprattutto non sono obbligata a cambiare smartphone perché l’app che usavo ha deciso che il mio telefono, ancora perfettamente funzionante, è diventato improvvisamente troppo vecchio.
Quando un privato potrebbe aver bisogno del livello 3?
Molto raramente.
Nella normale vita digitale di un cittadino, per servizi come ANPR, INPS o Agenzia delle Entrate, nella maggior parte dei casi sono sufficienti le credenziali CIE di livello 1 e 2, cioè quelle utilizzabili anche con OTP via SMS.
Il livello 3 si incontra soprattutto in servizi particolari ad alta sicurezza, spesso rivolti a enti, operatori autorizzati, aziende, CAF o professionisti.
Può capitare eccezionalmente che venga richiesto anche a un normale cittadino, ma non ha molto senso complicarsi la vita in anticipo.
Se un giorno incontrerai uno dei rari servizi che pretende espressamente il livello 3, sarà il sito stesso a dirtelo.
Solo a quel punto potrai decidere se usare:
- CIE fisica e smartphone con NFC;
- un lettore compatibile collegato al computer;
- oppure, quando prevista dal servizio, un’altra modalità di autenticazione.
Per l’uso quotidiano puoi quindi tranquillamente partire dal sistema più semplice:
CIE + password + OTP via SMS.
Al livello 3 penserai solo se e quando ne avrai realmente bisogno.
Una soluzione semplice che meriterebbe di essere più conosciuta
Prima di fare questa prova ero convinta che utilizzare la Carta d’Identità Elettronica online significasse necessariamente installare un’app, usare NFC oppure procurarsi un lettore.
Ed è anche per questo che avevo continuato a utilizzare SPID.
Poi l’app che usavo ha smesso di funzionare sul mio vecchio smartphone e mi sono trovata davanti a un’alternativa che considero assurda:
comprare un telefono nuovo per sostituirne uno che funziona ancora.
Invece mi è bastato attivare una funzione della Carta d’Identità Elettronica che avevo già nel portafoglio.
Nessun nuovo dispositivo.
Nessuna nuova app.
Nessuna spesa.
Ed è proprio per questo che ho voluto raccontare questa prova.
A volte la soluzione più intelligente e più organizzata non è comprare qualcosa di nuovo.
È semplicemente scoprire come usare meglio quello che abbiamo già.

