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Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite

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Nel weekend ho fatto tagliare l’erba in giardino, era altissima!

Purtroppo i miei alberelli di frutta non erano protetti sul tronco e si sono beccati alcune ferite da filo del decespugliatore.

Quando succedono questi incidenti possono soffrire e addirittura morire anche se non sono stati appena piantati, la cosa migliore è medicare le ferite con una sorta di “cerotto” per impedire che sporco e microorganismi possano infettare i tessuti prima che la pianta abbia il tempo di rimarginarsi.

Spesso si usa un apposito mastice che si compra nei negozi specializzati, a base di verderame e altri componenti non meglio identificati, io però preferisco fare da me e autoprodurre quello che mi serve il più possibile.

Dopo aver studiato tutte le alternative ho ideato una mia alternativa di cui sono molto soddisfatta.

Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite

C’è chi usa il mastice anche per le potature, io sinceramente non lo uso e non lo ritengo necessario a meno che le potature non siano fatte molto malamente.

Se ti può servire per le tue piante, va bene anche per le piante da appartamento se si feriscono, ti scrivo la mia ricetta che è facilissima e con un costo molto contenuto, vicino allo zero come al solito.

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Gli ingredienti che ti servono sono: vinavil e olio essenziale di tea tree.

In un bicchiere di vinavil si mette un cucchiaino da caffè di olio essenziale, si mescola bene e si spennella abbondantemente sulle ferite sia sulle parti legnose che su quelle ancora verdi all’occorrenza.

Il vinavil è atossico e forma il cerotto del tutto aderente e impermeabile, l’olio essenziale di tea tree ha un forte effetto antibatterico, antifungino e antivirale e rende il nostro “cerotto” perfettamente adatto al nostro scopo.

Nelle foto qui sotto vedi come l’ho usato praticamente, è bianco appena spennellato e diventa trasparente e protettivo quando è asciutto, come nelle fotografie in basso.

Quando la corteccia si sarà riformata la pellicola di vinavil tenderà ad alzarsi e potrà essere eliminata sena danni, proprio come un cerotto dei nostri.

P.S. Qualcuno usa semplicemente il nastro americano come cerotto ma secondo me quello è troppo aggressivo al momento di toglierlo e non ha un effetto antibatterico quindi te lo cito solo come notizia :mrgreen:

Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite

Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite

Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite

Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite

3 pensieri su “Autoproduzione: come fare il mastice per potature e piante ferite”

  1. Ciao, complimenti per il dinamismo e l’iniziativa! difficile non cadere estasiato trovando una donna appassionata di “faidate”! voglio solo darti un consiglio in merito al tuo sistema per le ferite alle piante. Il Vinavil va benissimo, se non vuoi comprare il mastice in commercio (Arbokoll è decisamente il migliore). Va benissimo l’aggiunta di tea tree oil (va bene anche olio 31), ma quelle ferite che vedo in fotografia non sono ferite, sono squarci! non puoi pretendere di avere una buona cicatrizzazione se prima non rifili i bordi con un coltellino molto tagliente (l’ideale sarebbe un coltello da innesto). I margini infatti non vanno lasciati sfrangiati come li ha fatti il filo del decespugliatore. Vanno rifilati lungo il perimetro in modo che la corteccia che rimane intorno alla ferita sia aderente e non si vedano più tutte quelle “frange di legno”. In questo modo i tessuti cambiali lavoreranno meglio per rimarginare almeno i bordi della lesione, poi la corteccia crescerà a coprire tutto. In ogni caso, complimenti!! 😉 gigi

    1. Ciao Gigi, mi fa molto piacere leggere il consiglio di un esperto, io non lo sono per niente e si vede.
      Per il futuro mi ricorderò di quello che mi dici ma per quelle ferite ormai ho già risolto, il mastice ha funzionato benissimo e le piante si sono cicatrizzate ugualmente e perfettamente senza nessun danno, meno male perchè subito dopo averle viste ero davvero afflitta, poveri i miei alberelli 😉

      1. Ciao, io sono un altro Gigi, leggo solo ora questa conversazione, e mi associo al mio omonimo nel farti i complimenti e nell’estasiata ammirazione per la tua intraprendenza! 😉 Mi associo anche nel consiglio di rifilare i bordi eliminando le parti sfrangiate, che comunque seccherebbero. Si fanno tagli dall’esterno verso l’interno della lesione, tenendo il coltello (molto affilato) quasi parallelo alla corteccia. Aggiungo inoltre che queste lesioni ai tuoi adorati alberelli dovrebbero indurti a fare un discorsetto serio con l’operatore del decespugliatore, che ha lavorato veramente in maniera del tutto disdicevole ( per essere gentili e non usare termini più forti….)!
        Un abbraccio e complimenti ancora!
        luigi

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