Da settembre 2013: non vi possono staccare il contatore se contestate una bolletta ingiusta

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Eccomi qui che ti parlo di un’altra notizia importante per noi consumatori che non è stata battuta da nessuna parte o quasi, esattamente come quella relativa alle assicurazioni auto di cui ti ho parlato qualche giorno fa…

Dal primo settembre 2013 l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha regolamentato la questione delle contestazioni di bollette ingiuste e le modalità con cui il gestore del servizio può bloccare la fornitura e l’erogazione di gas ed elettricità alle famiglie.

La delibera in questione è la 67 del 2013 è chiarisce che la società che gestisce il servizio non può più staccare il contatore se pima non ha risposto al reclamo scritto presentato dai consumatori.

Quindi l’iter in pratica diventa questo: noi consumatori dobbiamo presentare un reclamo scritto e la società ha 40 giorni di tempo dal momento in cui riceve il reclamo per valutare ogni singolo caso e rispondere (sempre per iscritto) al consumatore.

Le società che non rispettano questa normativa deve versare al cliente un indennizzo automatico direttamente sulla bolletta per ogni giorno di sospensione non giustificata del servizio di fornitura.

Ma c’è di più: le stesse regole valgono anche per chi dimentica di pagare una bolletta, prima di staccare la fornitura la società DEVE inviare un sollecito scritto all’utente e poi si hanno 15 giorni di tempo  (prima i giorni erano solo 10) per pagare la bolletta insoluta e sistemare le cose.

Per tutte le informazioni c’è il numero verde dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che vedete qui sotto.

Da settembre 2013: non vi possono staccare il contatore se contestate una bolletta ingiusta

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