Spugnetta di nylon fai-da-te, per lavare i piatti riciclando

Si lo so, questo sembra un post più adatto a Casa Organizzata, diciamo che sta a metà strada tra il craft e la casalinga disperata e quindi ho deciso di pubblicarlo a “reti unificate” :mrgreen:

In questo periodo ho la casa invasa dalle “retine” delle arance e anche Elena (di depuriamo n.d.r.) direi che ha lo stesso problema, infatti al prima domanda che mi ha fatto quando ci siamo (virtualmente) conosciute è stata proprio sul come riciclare ste benedette retine, lei è stata molto brava e ne ha realizzato una decorazione per il pacchetto che mi ha mandato qualche giorno fa e di cui ho scritto in Depuriamo: ricette per un mondo nuovo.

Io però stavo cercando un’idea più pratica, un’idea da usare tutti i giorni…

Pensa che ti ripensa mi è uscita fuori la spugnetta per lavare i piatti bianca e rossa 😉

Spugnetta di nylon fai-da-te, per lavare i piatti riciclandoSemplicissima è l’ideale per togliere tutte le incrostazioni senza rigare neppure le padelle antiaderenti, non viene intaccata dall’umidità e dai batteri come le spugne normali, basta scrollarla bene dopo l’uso ed appenderla ad asciugare, si riusa quasi all’infinito e si può regalare alle amiche insieme ad un barattolo di detersivo ecologico per lavastoviglie fatto in casa.

Costo dell’operazione: praticamente ZERO!

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Ingredienti:

– retine di plastica (quelle di rafia sintetica non vanno bene) delle arance & c.

– rafia sintetica

– ago da lana in metallo, ditale e pinze rotonde per bigiotteria

Per avere una spugna sufficientemente grande ci vogliono 2 retine, puoi lasciarle intere oppure tagliarle in grossi rettangoli, poi devi stropicciarle strette strette in mano e tenendole ben ferme devi infilare in messo la rafia con l’ago da lana, fia piano piano per non rischiare di rompere l’ago ed aiutati con il ditale e le pinze.

Passa dentro, al centro della spugna 4.5 volte fino a tornare al punto di partenza, a questo punto avrai i due fili (di arrivo e partenza) dalla stessa parte.

Sfila l’ago dalla rafia ed annoda con un nodo doppio i due capi, con la rafia che avanza fai l’asola con altri due nodi in cima e in fondo et voilà, la spugna è pronta.

In teoria potrebbe andare bene anche per la doccia, per lo scrub, proverò…

E’ geniale oppure no? Con materiali davvero poveri si riescono a fare cose strabilianti, io mi stupisco sempre di quello che si riesce a tirarne fuori 😀