Guest Post: Confessioni di una mamma diversamente organizzata

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Oggi un post speciale, un Guest Post decisamente controcorrente ma divertentissimo in cui ci riconosceremo in tante (si si pure io che sono molto lontana dall’essere “perfetta” :mrgreen: )…

“Casa organizzata”: il titolo di questo blog non poteva non attirare la mia attenzione. Per non parlare del sottotitolo… Appena l’ho letto mi è scappato un sorriso, pensando a quanto ardentemente il mio fidanzato desidererebbe che questo blog, con relativa filosofia annessa, appartenesse alla sottoscritta.

Sì perché ecco, per quel che mi riguarda il concetto di ordine e organizzazione assume sfumature parecchio inquietanti. Ora ho due bambini piccoli, ed è vero che con i loro 6 e 19 mesi non mi aiutano certo a mantenere la casa come uno specchio. Ma, come ho detto in altre occasioni, la principale differenza rispetto a prima è che ora so a chi dare la colpa.

Da ragazza la mia camera apparentemente reduce da un bombardamento aereo era la prima fonte di lite con mia madre. A un certo punto si è arresa e ha smesso di entrarci. Con il tempo sono un po’ migliorata. (Davvero? No, è che bisogna dire così).
La mia cucina è bella grande eppure riesco a mescolarci all’interno ogni genere di oggetti: mestoli con macchinine, prodotti per il bagno con libri, mollette per il bucato con forchette.
In camera da letto mi sono impossessata dell’armadio intero, relegando gli abiti del mio fidanzato in quello della camera degli ospiti. E lui non vuole che ci metta mano, preferisce sistemarsi la sua roba da sé: è tutto detto. Così come quando partiamo per le vacanze è lui a occuparsi delle valigie. Organizza la propria e quella dei bambini. (Nessuno glielo riferisca, ma non è certo questa la tattica per convincermi a impegnarmi di più).

Il disordine poi si espande come un blob negli ambienti che utilizzo: la mia auto è un ripostiglio in movimento, il cortile tiene traccia di tutti i miei spostamenti.
L’unico luogo in cui riesco a essere un minimo metodica è la scrivania in ufficio. Tra famigliari e amici, però, non ci crede nessuno.

Detto così è una tragedia, me ne rendo conto. La realtà è che io mi impegno. Ma probabilmente il più delle volte non lo vedo proprio, il casino che mi circonda. Come l’altro giorno quando il mio fidanzato è entrato in casa e dopo essersi guardato intorno ha esordito con “Ma che è successo qui dentro?”. E io, angelica: “Ma come? È tutto il giorno che mi faccio il mazzo”. “A fare che? Ah, a mettere in disordine, ovviamente: ottimo risultato”. Che potevo fare? Scoppiare a ridere, ovviamente.
Forse mi manca qualcosa a livello genetico. Può succedere, no? Uno è bravo a nel lancio del giavellotto e un altro nel passare l’aspirapolvere. Uno sa fare i conti alla velocità della luce e un altro sa sistemare i cassetti in modo che non sembrino appena passati tra le mani di una squadra antidroga per un sopralluogo.

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È che sono creativa. Ad esempio, perché possedere un considerevole numero di paia di scarpe se poi si devono lasciare per la maggior parte del tempo rinchiuse in uno sgabuzzino buio e dimenticato? Non è meglio liberarle sicché possano liberamente esprimersi in giro per le stanze?
Visto da una certa prospettiva anche il disordine è zen. Insegna a separarsi dagli schemi, a dare le giuste priorità. Per esempio, hai la casa che è il solito un casino ma ti si propone un fantastico week end al mare: vuoi mettere quante più cose sulla vita puoi imparare esplorando nuovi orizzonti? O svaccandoti in spiaggia a meditare fino al raggiungimento del Nirvana?

Ma poi, non era Nietzsche che diceva che solo dal caos può nascere una stella danzante? Ecco, amore mio, sapessi quante stelle ci ballano intorno, a noi due, non sei contento? Poi vuoi mettere la gioia di tornare dal lavoro e trovare degli ambienti diversi da come li hai lasciati? È un po’ come cambiare casa ogni volta, come essere sempre in viaggio. Insomma, la vita con me è una grande avventura.

No, eh? A ogni modo, migliorerò. Non sarò mai di quelle che stendono i vestiti in base alle gradazioni di colore, certo. Forse nemmeno di quelle che riusciranno a fare le lavatrici in base ai colori -e quello servirebbe, lo so- ma mi impegnerò. Un pochino. Il giusto.
Perché io lo so, che un altro stile di vita è possibile. Diciamo che posso affermare di essere credente ma non praticante.
Comunque aver cominciato a leggere “Casa organizzata” è già un primo passo, no? Una decina di post al giorno e mi rifaccio degli arretrati. Certo che però nel frattempo mica posso anche trovare il tempo per mettere a posto casa!

***

Fioly, disorganizzata dentro e fuori, allegramente sconclusionata, aspirante cantastorie. Vivo con due ometti in formato tascabile, il mio preciso fidanzato (perché uno in famiglia ci vuole), una quindicina di cavalli, e cani, gatti e galletti. E rondini in primavera. Se vi va, ci si vede tutti rocambolescamente qui: www.bbodo.it. Ci riconoscerete dai calzini spaiati.

3 pensieri su “Guest Post: Confessioni di una mamma diversamente organizzata”

  1. Questo post avrei potuto scriverlo io…
    Anche il mio consorte è un fan dell’ordine e quindi non ci capiamo proprio, ma meglio cosí altrimenti sai che macello se fossimo entrambi “creativi”;)

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