lotteria degli scontrini come funziona l'idea del governo Conte bis

Pare che la notizia sia ufficiale: da gennaio 2020 parte la lotteria degli scontrini.

Idea che stiamo copiando da vari altri paesi europei ed extraeuropei e che il governo “Conte bis” vuole mettere in pratica, dopo gli ultimi anni di tentennamenti dei governi precedenti.

Pensa che a Taiwan questa lotteria esiste fin dagli anni 50, mentre in Europa la prima nazione a farla partire è stata Malta, nella seconda metà degli anni ‘90.

Il nuovo governo è convinto che sarà la mossa ideale per contrastare l’evasione fiscale ed incentivare l’uso della moneta elettronica, se è un’idea geniale o una “cagata pazzesca” ce lo dirà il tempo, tu che idea ti sei fatta?

Io ho qualche dubbio, ma intanto cerchiamo di capire il funzionamento nel dettaglio, per arrivare preparati alle estrazioni.

Innanzitutto i premi non saranno molti, solo 3 premi mensili tra i 10 e i 50 mila euro.

Vincere non sarà per niente facile…

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Per ogni acquisto superiore ad un euro riceveremo un biglietto (virtuale) ogni 10 centesimi.

Chi pagherà con moneta virtuale riceverà il doppio dei biglietti virtuali.

Chi pagherà con moneta contante dovrà invece fornire il codice fiscale (come si fa in farmacia), non ho idea di quanto si allungheranno le code alle casse, ma temo un bel po’…

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Tralasciamo la questione privacy e il “grande fratello”, visto che così saremo tutti controllabili anche in relazione a dove andiamo e in quali orari, che è meglio.

Per controllare eventuali vincite ci sarà un sito dedicato e i premi saranno solo tre, inizialmente tre al mese, per poi diventare tre a settimana: primo premio 50.000 euro, secondo premio 30.000 euro e terzo premio da 10.000 euro.

Queste sono le notizie trapelate finora.

Cosa ne pensi di questa novità?

Io sono dubbiosa, da un lato l’idea di poter vincere qualche soldino per la famiglia mi farebbe molto piacere, dall’altro sono preoccupata che diventi una cosa macchinosa e un grave ulteriore rischio per la nostra privacy.

Di essere costantemente tracciata negli spostamenti mi va assai poco, già con i telefonini ci tracciano tutti in tutti i modi possibili e la tanto decantata privacy è un miraggio.

Spero almeno che fornire il codice fiscale, per chi volesse pagare in contanti, non sia pensato come un obbligo, un minimo di libero arbitrio ce lo lasceranno?

Mi sembra strano che nessuno abbia ancora sollevato questa obiezione, e mi sembra che siamo sempre di più le rane nella pentola, se hai letto VOX e Il racconto dell’ancella sai di cosa parlo.

Staremo a vedere cosa succederà.