6 regole d’oro per riciclare l’olio delle fritture

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6 regole d'oro per riciclare l'olio delle fritture Io non friggo molto spesso ma l’olio residuo della padella (o della friggitrice) è una bella scocciatura, insieme agli oli di scarto, ad esempio delle scatolette di tonno o altri cibi sott’olio.

 

L’unico olio che riesco a recuperare è quello delle mie amate olive taggiasche, è olio extravergine con un profumo di olive strepitoso e lo uso al posto dell’olio extravergine classico nelle ricette di pesce oppure per fare il pane, delle olive taggiasche non si butta via niente, molto meglio del maiale 😉

 

Allora, come dicevo, gli oli usati in cucina sono una bella scocciatura, non si riesce mai a capire bene cosa farne per non fare danni, purtroppo ancora moltissime persone li versano nello scarico o nel terreno, non facendo certo bene all’ambiente (e l’ambiente è il nostro patrimonio, nostro e dei nostri bambini e nipoti…), vediamo insieme come è meglio comportarsi:

 

1. lascia raffreddare l’olio nella padella e quando è freddo versalo in un contenitore di plastica, vanno bene le bottiglie vuote dell’acqua minerale o di altri liquidi ma vanno ancora meglio le tanichette da 3 litri dei detersivi per il bucato. Io li compro spesso al discount (sono piccole taniche bianche semitrasparenti) e quando ho finito il detersivo le lavo e le tengo per riempirle di nuovo detersivo “alla spina” oppure per altri usi come questo dell’olio usato.

 

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2. chiudi il contenitore di plastica e tienilo sul balcone o sotto il lavandino, ogni volta che hai degli oli da smaltire versali lì.

 

3. la padella o il contenitore dell’olio usato puliscilo con qualche foglio di carta da cucina, per togliere l’olio attaccato alle pareti, e mettilo pure nei rifiuti umidi.

 

4. lava la padella nel modo che usi di solito, a mano o in lavastoviglie.

 

5. telefona all’azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nella tua città e chiedi se c’è un’isola ecologica dove puoi consegnare il tuo olio usato quando il contenitore sarà pieno.

Se l’isola ecologica dove lo puoi consegnare è lontana evita di andarci ogni volta che che 1 o 2 litri di olio, sarebbe un grosso spreco di benzina e di tempo, meglio riempire tanti contenitori e andarci solo 2-3 volte all’anno.

 

6. se nel tuo comune non esiste un’isola ecologica che ti permetta di smaltire correttamente l’olio usato protesta formalmente con il sindaco e fai una richiesta ufficiale perché venga attivata!  Nel frattempo cerca se c’è un’isola ecologica nei comuni vicini e raccogli più contenitori di olio prima di fare il viaggio per lo smaltimento. Se proprio non trovi un altro sistema butta i contenitori pieni e ben tappati nei rifiuti indifferenziati. Non è un gesto ecologico perché i contenitori facilmente si romperanno disperdendo il contenuto nelle discariche ma sempre meglio che buttare l’olio nello scarico o direttamente nel terreno 🙁

 

*** postilla: ho letto che la ditta http://www.sargen.it/ ritira gratuitamente gli oli usati in Campania e Lazio e li smaltisce nel modo giusto, fagli un colpo di telefono se sei in zona, se hai tempo puoi organizzare una raccolta degli oli per il tuo palazzo o per l’intero quartiere e chiedere alla Sargen il ritiro programmato a cadenze regolari…

 

Se sei a conoscenza di altre ditte o altri metodi ecologici per smaltire gli oli vegetali ti sarei molto grata se me lo scrivessi nei commenti, io sono sempre alla ricerca di informazioni utili, grazie 🙂

4 pensieri su “6 regole d’oro per riciclare l’olio delle fritture”

  1. io utilizzo le bottiglie di plastica di bibite o come te, flaconi finiti di detersivo liquido.
    sono fortunata perchè dove vivo lo ritirano in zona.
    i tuoi consigli come sempre sono utilissimi!
    grazie ^_^

  2. io metto via l’olio usato proprio come fai tu, poi d’inverno quando devo accendere il camino o la stufa, torna utile per bagnarci un pò di carta di giornale stropicciata e funziona egregiamente come accendifuoco ecologico e ricicloso, ottimo anche per il barbecue.

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