Aiuto devo pulire i lampadari! I trucchi per farli brillare

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Aiuto devo pulire i lampadari! I trucchi per farli brillareNelle faccende domestiche, arriva di sicuro il momento in cui, volendo dare una rinfrescata profonda all’ambiente, e nonostante si cerchi di ignorarli nella routine quotidiana della pulizia, non possiamo evitare l’appuntamento con i lampadari!

Incubo delle casalinghe, anche di quelle più puntigliose e scafate, i lampadari sono talmente difficili da raggiungere e delicati da pulire, che solo togliere la polvere a volte può trasformarsi in una peripezia!!

Cercheremo qui di semplificare il processo, con qualche utile consiglio su come affrontare questo oggetto tanto temuto e fastidioso da pulire.

Innanzitutto non dimentichiamoci di staccare l’elettricità, prima di un qualsiasi contatto con i nostri lampadari. In un secondo momento, se ci è possibile, il meglio sarebbe staccarlo dal soffitto o dalla parete. In caso contrario dovremmo provvedere ad una scala, meglio sceglierla sicura ed affiancarsi da una persona che sia in grado di reggerla durante le nostre acrobazie. Terzo passaggio è rimuovere tutte le lampadine presenti.

A questo punto dotiamoci di uno straccio, o meglio ancora di un panno in microfibra, e cospargiamolo di alcune gocce di Tea Tree Oil, un olio essenziale dalle mille proprietà, che regalerà un piacevole profumo, oltre che a facilitare la rimozione della polvere.

Se i nostri lampadari sono in cristallo o in vetro, rientrano in questa categoria anche i pregiati lampadari prodotti a Venezia, sarà meglio munirsi di aceto e di acqua tiepida, un rimedio tradizionale per togliere le incrostazioni e dare nuovamente lucentezza al cristallo e al vetro, facendo sì che i vostri preziosi lampadari ritrovino lo splendore perduto per colpa della polvere.

Siamo ancora più fortunate se possiamo sganciare i nostri lampadari in vetro, perché un metodo ancora più facile consiste nell’utilizzare una bacinella con acqua tiepida ed aceto, saranno sufficienti un cucchiaio di aceto per ogni litro, e lasciare il lampadario in ammollo per una decina di minuti. Dopodiché con un semplice getto d’acqua calda lo sporco sparirà come per magia, basterà solo asciugare il lampadario con cura, meglio se abbiamo uno straccio che non lascia aloni, anche in questo caso la microfibra è la stoffa più adatta.

E se il lampadario, non solo è di vetro, ma ha anche le gocce? Niente paura il rimedio c’è anche se avremo bisogno di più tempo, perché oltre alla struttura, sarà fondamentale per ridare splendore al nostro lampadario pulire tutte le gocce ad una ad una. Questo tipo di lampadari solitamente non si può sganciare dal soffitto, quindi armiamoci di una scala, di due stracci in microfibra e di tanta pazienza. Inizieremo inumidendo uno dei due panni con acqua tiepida per passarlo poi dall’alto verso il basso di ogni singola goccia, così da togliere il primo strato di sporco sedimentato.

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Per il secondo passaggio, utilizzeremo il secondo straccio, questa volta inumidito di acqua tiepida ed aceto, in modo che oltre ad essere pulite, le nostre gocce potranno brillare nuovamente. Nel caso in cui ci siano macchie persistenti dovute in particolare a grasso, il primo passaggio può essere effettuato anche utilizzando il detersivo per piatti, che ci aiuterà appunto a sgrassare il cristallo.

Se i lampadari sono costituiti da parti in ottone o in acciaio, dovremmo effettuare un lavaggio specifico delle stesse utilizzando uno spazzolino imbevuto di acqua tiepida e limone, più efficace per questo tipo di materiali.

Se invece i lampadari hanno delle parti in tessuto, è necessario fare molta attenzione perché il processo di pulizia potrebbe addirittura provocare nuove macchie. Se si tratta di cotone o lino, non c’è nessuna controindicazione a procedere lavandoli come fosse il nostro bucato, se invece i lampadari sono costituiti di carta di riso, feltro o altre tipologie di materiale non rimovibile, la sola cosa che possiamo fare è passare uno straccio leggermente umido per togliere la polvere, attenzione a non usare un panno troppo bagnato perché rovinerebbe il materiale lasciando fastidiosi aloni e macchie.

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