Siccome di aceto e detersivi naturali autoprodotti si parla spesso e spesso a sproposito, facciamo chiarezza con l’aiuto di uno studio recentissimo durato due anni.

Arriva in questi giorni la conclusione di uno studio francese gestito dai ricercatori di tre enti: l’Agenzia francese per la gestione dell’ambiente e dell’energia (Ademe), l’Istituto nazionale per l’ambiente industriale e i rischi (Ineris) e il Centro scientifico e tecnico per la costruzione di edifici (CSTB).

E’ durato ben 24 mesi in cui sono stati puliti ogni giorno due appartamenti con due scenari sperimentali: nel primo sono state fatte pulizie per 1 ora e mezza a settimana, nel secondo pulizie più complete ed approfondite per due sessioni da 4 ore la settimana, quest’ultimo si avvicina molto  alla realtà di una famiglia normale.

I risultati non sono incoraggianti per i detersivi chimici, ad esempio il detergente per i vetri industriale rilascia cinque volte più composti organici volatili VOC (che inaliamo senza saperlo e senza conoscerne gli effetti a lungo termine) rispetto ai detersivi naturali fatti in casa!

“Delle 80 sostanze rilevate nell’aria usando detersivi chimici, conosciamo solo i valori tossicologici di 35 di loro”, dice Isabelle Augeven-Bour, ingegnere di Ademe, “degli altri due terzi non non sappiamo se sono pericolosi o no.”

Dalle analisi è chiaro che molti dei prodotti rilasciati non compaiono in etichetta in modo preciso ma solo tramite le diciture generiche “profumo”, “biocida” o “tensioattivo”.

Seguimi anche su Facebook:

Per evitare il più possibile problemi, Isabelle Augeven-Bour consiglia di sciacquare le superfici pulite con i detersivi chimici, ventilare la stanza per almeno dieci minuti dopo aver fatto le pulizie.

LEGGI ANCHE  Olio extravergine d’oliva per salute e bellezza di mamme, bimbi e papà

In questo modo possiamo essere abbastanza sicuri che trascorsi trenta minuti i prodotti per la pulizia non rilascino più sostanze inquinanti nell’aria di casa nostra.

Lo stesso discorso vale per l’acqua, le sostanze nocive che sono cinque volte più inquinanti rispetto ai detersivi autoprodotti vanno a finire anche nelle falde acquifere, fiumi, laghi e nel mare quindi dobbiamo prestare attenzione anche a questo aspetto scegliendo al meglio.

Se conosci il francese e vuoi approfondire puoi guardare l’infografica completa che trovi cliccando qui, creata dall’Agenzia francese per la gestione dell’ambiente e dell’energia (Ademe).

Cliccando qui invece puoi leggere l’articolo completo di Ademe su questo studio (sempre in francese, ma facilmente traducibile con Google Translate).

Buone pratiche consigliate da ADEME se usi detersivi industriali

– Rispetta le raccomandazioni d’uso fornite dal produttore

– Ventila le stanze almeno 10 minuti durante e dopo la pulizia, sia in estate che in inverno;

– Risciacqua le superfici pulite;

– Preferisci prodotti non profumati;

– Riduci il numero di prodotti utilizzati contemporaneamente;

– Limita le quantità di prodotti che usi, meno è meglio;

– Limita la presenza di persone nelle stanze mentre pulisci, in particolare i bambini e le persone sensibili;

– Ove possibile, utilizza mezzi di pulizia che non emettano sostanze tossiche come pulizia a vapore, microfibra o panni umidi.

LEGGI ANCHE  Acqua micellare fai da te: ricetta facile con solo 2 ingredienti